Certamente non può essere trascurato

il dilemma legato alla scarsità delle risorse

e all’ampliarsi del bisogno; l’epidemiologia indica

che in tutti i paesi avanzati l’invecchiamento

della popolazione continuerà a ritmo veloce anche

nei prossimi anni, con particolare accentuazione

per le fasce più anziane, e che il fenomeno

è accompagnato da un incremento dei problemi

clinici e della conseguente disabilità. In realtà

una causa dell’incremento dei costi, da una parte,

deriva dalla scarsa attenzione verso

un’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri e,

dall’altra, dalla mancanza di modelli innovativi

di assistenza domiciliare. Un dato di una recente

ricerca, ad esempio, dimostra come nelle persone

oltre gli 80 anni colpite da ictus cerebrale ischemico,

la cura a casa propria, rispetto a quella in ospedale,

risulti egualmente efficace, ma con l’aggiunta

di una sensibile riduzione della depressione

postinfarto e di una migliore qualità di vita.

 

“Caro signore, è un problema della vecchiaia”,

quante volte con questa frasetta insulsa vengono

negate cure necessarie per l’incapacità del medico

di distinguere la malattia vera dal fatale incedere

della vecchiaia. Guardiamo, ad esempio, la frattura

 

 

del femore che colpisce tanti anziani. Il destino

di questi vecchi, una volta operati e guariti dopo

l’intervento, è spesso condizionato dalla riluttanza

o dalla resistenza alla riabilitazione. Pochi medici

avvertono che una banale frattura del femore

fa esplodere nella psicologia particolare

e delicata dell’anziano un trauma che lo porta

irrimediabilmente a sentirsi prima e a diventare poi

un peso inutile. Così da una frattura di femore

può cominciare un lento ma inesorabile declino.

 

Né va dimenticato che questa nostra società

ha spesso etichettato l’anziano proprio come un peso,

in omaggio a un efficientismo produttivo che

giustamente premia il giovane, ma che costringe,

ingiustamente, il vecchio nelle retrovie dei

dimenticati. Una qualità attenta alle cure e una

valutazione soggettiva dell’anziano, che non può

essere ridotto alla variabile meno importante del

sistema, è indispensabile per non cadere in situazioni

indegne di un paese moderno. È allora indispensabile

che venga incentivata la ricerca scientifica orientata alla risoluzione del “problema anziani” che emerge

da questo scenario. È fondamentale sviluppare con

il rigore proprio della scienza percorsi nuovi che

permettano di guardare con serenità al futuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

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