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Il
futuro della domanda di assistenza è determinabile dall’andamento demografico che ipotizza uno scenario allarmante se la
società non provvede a mettere in atto soluzioni efficaci. Le classi di età più anziane stanno aumentando a un ritmo più alto
della crescita della popolazione
anziana in generale. |
Secondo
l’Istat tra il 1997 e il 2020 si calcola che gli ultrasessantacinquenni
passeranno da Gli
ultraottantenni passeranno da 2.300.000 a 4.100.000, vale a dire più 78%. |
I LUOGHI DELLA CURA
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Il
domicilio, la propria casa è il luogo ideale per assistere e curare il grande vecchio,
malato e fragile: la medicina attuale, basata sulle
prove di ciò che è realmente efficace, sta
dimostrando che il poter godere di cure a casa, e non in
ospedale, il più presto possibile dopo un breve
ricovero, agevola la sopravvivenza dell’anziano fragile e si riducono complicanze e ricadute. Perché
l’assistenza domiciliare sia efficace è necessaria un’organizzazione che
garantisca la cura infermieristica continuativa e un
livello specialistico adeguato . L’imperativo
categorico della geriatria moderna è, infatti, la continuità dell’assistenza. La
residenza sanitaria è una alternativa al
domicilio, efficiente grazie alla possibilità
di una tecnologia avanzata, presente finora solo
in ospedale, ma che può essere esportata anche nelle
residenze. Negli
ultimi tempi le competenze terapeutiche delle residenze sanitarie si sono allargate fino a
comprendere le cure palliative in pazienti in |
fase terminale e quelle a pazienti in compromissione irreversibile dello stato di
coscienza La
corsia ospedaliera è la sede di cure complesse che richiedono impianti tecnologici non
esportabili al di fuori dell’ospedale, l’assistenza di
personale tecnico specializzato. L’organizzazione
ottimale dovrebbe prevedere una Unità di
geriatria per acuti, con letti ad alta sorveglianza. I
centri diurni rappresentano un punto di accoglienza e di assistenza in cui a prestazioni
strettamente sanitarie si accompagnano aiuti al recupero
dell’autonomia dell’anziano fragile. Oggi
in Italia meno del 2% di ultrasessantacinquenni è ricoverato in strutture residenziali e
meno dell’1% è seguito a domicilio: sono cifre che ci
allontanano pesantemente dalle medie europee che
sono rispettivamente il 5% dei ricoverati e
il 7% di assistiti a domicilio. |